Play It Again: i mattoncini Lego e l’etica della progettazione

play it again lego architattura

Nel viaggio attraverso la cultura del progetto promosso da Design City 2016, Play It Again ha acceso uno spot su sviluppo e sostenibilità. L’evento partecipativo, nato da un’idea di Spazio Casa Teatro in collaborazione con Architetti Senza Frontiere, ha invitato progettisti e studi a giocare con i Lego per costruire modelli di scuole ispirate ai progetti della Onlus che promuove azioni territoriali in zone critiche del mondo.

play it again lego architettura

play it again lego architettura

Giocaci ancora! Suona cosi l’invito di Play It Again raccolto da oltre 50 architetti professionisti, chiamati a giocare con la professione e riflettere su ciò che va oltre la progettazione. L’hanno fatto con i mattoncini più famosi e colorati del pianeta. Quelli che trasformano i sogni dei bambini in realtà. Gli stessi che da sempre nutrono il Peter Pan dei più grandi. 9 i team, 3 ore di laboratorio ciascuno, 9 progetti realizzati e venduti per raccogliere fondi a favore dell’ampliamento della scuola primaria di Mbakadou in Senegal.

play it again lego architettura

play it again lego architettura

play it again lego architettura

play it again lego architettura

Questo è ciò che accade quando cresce il desiderio di approcciare in modo etico il mondo progettuale. E allora Play It Again! In un concept showroom che accoglie l’eccellenza e la qualità dell’arredamento Made in Italy, fanno il loro ingresso gli Architetti Senza Frontiere. Entrano per tracciare nuovi paradigmi tra disciplina dello spazio e sistemi di produzione sociale. Asam, Fem, Socratar Mbaye, Yacine Diallo, Mr and Mrs Rainbow, Gemini, Louis, Maestrale e Isihiahla i titoli delle nove idee sviluppate seguendo un tema assegnato.

play it again lego architettura

play it again lego architettura

play it again lego architettura

play it again lego architettura

play it again lego architettura

play it again lego architettura

play it again lego architettura

play it again lego architettura

play it again lego architettura

Ok, Play It Again, ma è arrivato il momento di guardare a quello che accadrà di concreto nel breve. Per farlo dobbiamo spostarci verso la fascia predesertica del Sahara. Avanza ogni anno inaridendo progressivamente il territorio. Clima caldo, secco, poche le precipitazioni. All’ombra di grandi baobab si concentra la vita del villaggio di Mbakadou nella regione di Louga.

play it again lego architettura

play it again lego architettura

Con Play It Again, ASF Italia dà voce ancora una volta a pensiero globale e azione locale. Quasi un mantra che dall’origine connota l’associazione. Un nuovo intervento che potenzia e sostiene comunità in contesti di povertà e marginalità. Pensare che in Senegl il 43% della popolazione ha meno di 15 anni, più di un terzo dovrebbe frequentare la scuola dell’obbligo. Quasi la metà però è analfabeta. L’istruzione diviene quindi strumento indispensabile per lo sviluppo sostenibile del paese.

play it again lego architettura

I bambini di Mbakadou dispongono di un’unica aula. Pensando a quello che in più serve, Play It Again sensibilizza raggiungendo il nocciolo dei bisogni. Consolidamento di ciò che esiste, progettazione bioclimatica, costipazione del terreno, piantumazione, nuovi spazi e muri di protezione per ripararsi dai venti desertici. Un progetto complesso che ruota intorno a strategia, materia, manodopera. Dove la popolazione locale è coinvolta attivamente in ogni fase della realizzazione. Anna Orlando, di ASF Italia, mi racconta che lì le persone sono molto ricettive, partecipano ai lavori con curiosità. Hanno voglia di imparare cose nuove. Sono sempre sorpresi di fronte all’impiego e alla trasformazione dei materiali.

play it again lego architettura

play-it-again-architetti-senza-frontiere-mbakadou

play it again lego architettura

play it again lego architettura

Play It Again, sembrava un gioco invece è stato un momento di riflessione su qualcosa di più grande. Pensieri che si trasformano in azione. Funk Design ritorna, stay tuned!

Riccardo Chiozzotto

Riccardo Chiozzotto

Ha un curriculum definito nel gergo dei cacciatori di teste ”nervoso”, questo solitamente indica un percorso di varie esperienze diverse tra loro. Teme infatti di essere sopraffatto dalla noia e così preferisce aprire continuamente nuove finestre sui micro mondi che riempiono il cosmo della comunicazione. Forse per questo, al di la di qualsiasi tag, preferisce definirsi comunicatore. Di fatto nasce pr, diventa giornalista e poi casca nella rete e si dedica a nuove strategie per i media digitali. Come giornalista scrive delle sue passioni per raccontare storie. E ora che strizza l’occhio al blogging, cura la sua rubrica settimanale Funk Design su Momastyle.com.

Rispondi