Compeed e la donna irresistibile: storie di vita vissuta

Compeed e la donna irresistibile non era di certo parte di un titolo che avrei mai pensato di scrivere come blogger, ma le cose, nella vita, capitano, e un’azienda che da anni si occupa di produrre i rimedi perfetti “dalle tue labbra alla punta delle tue dita”, mi invita a riflettere su questa tematica, che forse alcuni chiamerebbero stereotipo, ovvero quello della donna irresistibile.

Ci hanno cresciute con Cenerentola che conquistava il suo principe infilando alla perfezione una scarpetta di cristallo, ma nessuno ci hai mai detto che quella deliziosa scarpetta con tacco di cristallo, probabilmente, a Cenerentola faceva un male cane. Nessuno ci ha mai detto che probabilmente è tornata a mezzanotte non per colpa della carrozza che si sarebbe ritrasformata in zucca, ma perché il mal di piedi le ottenebrava il cervello: un altro ballo con il principe e si sarebbe accasciata in terra, tolta le scarpette di cristallo e cercato delle infradito.

Dove è finito il fascino di Cenerentola adesso?

La società ci insegna moltissime cose su cosa voglia dire, anzi, sul cosa dovrebbe voler dire per una donna essere irresistibile. Ma di fatto, arrivata ai 30 anni, con buona pace dei miei battiti cardiaci, prima di un qualsiasi appuntamento, galante o di lavoro, ho capito che l’essere irresistibile dipende solo in parte dalla fisicità. Addirittura c’è chi dice per nulla. Una donna risulta irresistibile per come si pone, per il suo modo di fare, per la sua forza, le sue idee, il suo modo di parlare, il suo modo di gesticolare.

Può risultare irresistibile per simpatia, anche quando la vedi affannarsi su quei tacchi con cui non sa camminare e va piano, pianissimo, per cercare di non assomigliare ad un T-Rex. Non esistono regole da seguire che possano rendere una donna irresistibile, così come non esistono donne universalmente irresistibili, un po’ come per la bellezza, no? L’essere irresistibile agli occhi altrui è qualcosa di totalmente soggettivo.

Io, dal canto mio, sono un po’ come Cenerentola: le scarpe di cristallo le avrei indossate ad occhi chiusi pensando che mi avrebbero reso bellissima, a saperlo prima che fossero dolorose le avrei cambiate di nascosto con un altro paio, tanto sotto i vestiti vaporosi dell’epoca non si notava nulla, oppure mi sarei preparata con Compeed Stick Anti Vesciche. Esatto, quel prodottino meraviglioso da passare, come un lucidalabbra, su tutte le zone che potrebbero essere interessate da sfregamento con la scarpa: riduce l’attrito pelle-scarpa, crea un microfilm protettivo incolore e anti-macchia.

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Ad averlo saputo prima, quante smorfie di sofferenza mi sarei evitata in questi anni, quando, per cercare di essere quello stereotipo di donna irresistibile che abbiamo già appurato non esistere, mi sono arrampicata su trampoli a stiletto delle migliori marche? Me lo sono chiesta più volte durante l’interessante evento che si è svolto a Milano lo scorso 29 maggio presso Layla Land.

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Qui, insieme ad altre colleghe, abbiamo avuto modo di scoprire la gamma di prodotti Compeed, ma anche di fare una lunga chiacchierata con Ildo Damiano sulla storia delle calzature, quanto contino per noi donne, che connotazione emotiva e “spirituale” diamo ad esse. E poi eccoci qui, sono stata invitata a riflettere sul concetto di “irresistibile”. E voi, che mi conoscete da anni, lo immaginerete: il primo istinto è stato quello di buttarla in caciara. Cosa che forse sto anche facendo, in parte, con il mio piglio ironico, non di circostanza, ma proprio quello con cui affronto la vita quotidiana.

ir·re·si·stì·bi·le/

aggettivo

  1. Tale da superare qualsiasi possibilità di resistenza o di controllo; inarrestabile, incontenibile, irrefrenabile, prorompente.
  2. Dotato di una forza travolgente o penetrante di persuasione o di attrazione: eloquenza i.; esercitare un fascino i.; un sorriso i.; un attore dalla comicità i.

Tra le due definizioni “da dizionario”, la mia preferita è la seconda: come aggettivo, irresistibile può essere avvicinato a moltissime parole. Sorriso irresistibile, risata irresistibile, sguardo irresistibile, bocca irresistibile, capelli irresistibili, fianchi irresistibili, abiti irresistibili, mani irresistibili, voce irresistibile, simpatia irresistibile, cipiglio irresistibile, determinazione irresistibile…. Si passa da caratteristiche concrete a caratteristiche più “volatili”, che fanno parte dell’ambito caratteriale. Quando all’evento mi è stato chiesto quale fosse il mio paio di scarpe preferito e perché ho risposto subito, guardando i sandali gioiello flat che portavo in quel momento: “Sono queste, perché mi ricordano una delle vacanze più belle della mia vita, i colori della Grecia, la felicità di quei giorni”.

Per sapere se sono stata più irresistibile io con i miei sandali flat e questa risposta, o chi si è limitata a sbandierare uno stiletto a caso inneggiando allo “slanciare le gambe” come filosofia di vita, dovremo aspettare probabilmente i posteri.

Intanto io vi lascio a riflettere con una citazione di Alexandre Dumas:

“Quel fascino indefinito che in una donna è ciò che il profumo è per il fiore, ciò che il sapore è per il frutto: perché a un fiore non basta essere tale per essere bello, a un frutto per essere buono”.

P.S.

Poi i piedi proteggeteli davvero comunque, che scarpa di cristallo con tacco o infradito poco importa, ciò che conta per risultare irresistibili è essere serene, rilassate, assolutamente non a disagio e soprattutto non doloranti.

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Alessandra Pepe

Alessandra Pepe

Blogger, web editor & social media specialist milanese. Moda e musica le due passioni più grandi che convivono serenamente con una schizofrenia di interessi che va dai viaggi, al beauty, passando per letteratura, arte e design. Fondatrice di momastyle.com, sfacciatamente ironica, moderatamente cinica.