Quello stile inconfondibile di Ligne Roset che riempie il living

La nuova collezione è davvero senza confini, ciò che sta al di là di una parete, a quanto pare, non ferma Ligne Roset; brand francese di fine ‘800, in Italia dalla seconda metà degli anni ’80. C’è tutto quello che serve per abitare, mangiare, dormire, lavorare e illuminare. Oggetti e complementi d’arredo frutto di una continua ricerca su tecnologie, materiali e ecososteninilità. Una squadra di fiori all’occhiello del design internazionale è la fonte di ispirazione per le novità presentate a Maison & Objet. Quelle dedicate alla zona giorno mi hanno colpito e non poco. Iniziamo dall’ingresso, spazio ad elevato traffico ma poco considerato. Qui i francesi Florian Dach e Dimitri Zephir pensano a Rite. Lo dice il nome, è un oggetto ritualizzato, un supporto in massello sul quale scorrono due attaccapanni in noce, uno laccato blu, uno specchio e una lavagnetta.

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A divano e poltrona ci pensano Eric Jourdan e Remi Bouhaniche anche loro francesi, il primo disegna Okura. Fortemente ispirato da Loose Cushion di Georges Nelson è un divano accattivante che abbina comfort e stile dal mood urbano e internazionale. Per la poltrona, Bouhaniche pensa ad un oggetto eterno ma soprattutto comodo. Toa ricorda l’arte degli origami, ha una base leggera che si avvita in un corpo imbottito ed è dotato di poggiapiedi per un maggiore relax.

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Eclettismo Made in Italy per Lady Carlotta, il tavolino basso di Christian Ghion dove piano e base non sembrano assemblati ma fondersi l’uno con l’altra. Liscio, monomaterico, nessun angolo, nessuno spigolo ma solo la morbilità di linee curve e sinuose. Da Londra invece, Marie Christine Dorner sorprende con Phobos; emana il calore e la brillantezza del rame, i riflessi cangianti di questo materiale rendono questo tavolino girevole adatto a diversi ambienti, anche se, di fianco a un divano sembra il suo prolungamento. Di Mauro Lipparini il tavolo Odessa, rappresenta al meglio il suo personale concetto di minimalismo naturale. Linee piene e sottili e i chiaroscuri, esaltano la bellezza del noce laccato.

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Il berlinese Christian Werner propone un’intera collezione di mobili, Everywhere è oramai un best seller che ha costruito il proprio successo sul concetto di classico essenziale. La linea si arricchisce oggi con questa credenza su piedini che affascina per la sua rigida versatilità.

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Ma torniamo in Francia, qui Charlotte Juilard pensa a Brina, uno spazio dedicato all’intimità della scrittura, un secrétaire scrittoio, custode della corrispondenza epistolare che si apre ai più moderni mezzi di comunicazione come laptop, tablet e smartphone grazie ai suoi piccoli vani, utili per sistemare cavi di alimentazione e accessori tecno. Non poteva mancare la sedia. Tv di Pierre Paulin ha una struttura metallica che è quasi un’armatura, la si nota dalle gambe ma sparisce una volta che incontra la morbida seduta. Sensuale, organica, accogliente, ha quel sapore tipico della seconda metà dei ’50, dove lo stop alle privazioni del dopoguerra diventava quasi un mantra.

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Bene, bene, ora mi faccio il mio angolo, scelgo i designer: dall’Olanda, Bertian Pot, dalla Francia, ancora Pierre Paulin e il team di Studio Heklas. Prima di tutto stendo un bel tappeto kilim,tessuto a mano. Hex Hex di Pot mi attrae per l’effetto optical della sua lavorazione, forme geometriche che si moltiplicano, evocano quella simbologia ricorrente in questo tipo di tessitura. Sopra il tappeto sistemo il pezzo più divertente dell’intera nuova collezione. Daybed di Paulin è geniale; è una seduta che è anche un po’ divanetto e che diventa anche letto. Un complemento decisamente rivoluzionario dall’appeal attuale di ispirazione giapponese. In legno rovere massello, noce americano con finiture in legno naturale tinto satinato, i suoi cuscini sono soffici e abbinabili in diverse cromie.

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Manca una lampada, scelgo Adamas, realizzata da Studio Heklas. Semplice, efficace, elimina il superfluo per svelare la magia di un oggetto fluttuante, proponendo una reinterpretazione magnetica del movimento. Senza particolari meccanismi questa lampada promuove il dialogo tra il sostegno in acciaio e un diffusore portatile in rovere.

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Bene ora che mi sono rifatto la zona giorno posso darvi un nuovo appuntamento con Funk design, mi raccomando però non avvicinatevi al mio angolo 😉 Ci rivediamo la settimana prossima!

Riccardo Chiozzotto

Riccardo Chiozzotto

Ha un curriculum definito nel gergo dei cacciatori di teste ”nervoso”, questo solitamente indica un percorso di varie esperienze diverse tra loro. Teme infatti di essere sopraffatto dalla noia e così preferisce aprire continuamente nuove finestre sui micro mondi che riempiono il cosmo della comunicazione. Forse per questo, al di la di qualsiasi tag, preferisce definirsi comunicatore. Di fatto nasce pr, diventa giornalista e poi casca nella rete e si dedica a nuove strategie per i media digitali. Come giornalista scrive delle sue passioni per raccontare storie. E ora che strizza l’occhio al blogging, cura la sua rubrica settimanale Funk Design su Momastyle.com.