Fuorisalone 2015: da San Gregorio Docet alle 5vie passando per San Babila Design Quarter

La chiusura di questa frenetica design week sta per avvicinarsi e così si conclude anche questo Fuorisalone che ha riservato non poche sorprese. Basta pensare ai distretti che sono cresciuti e si sono espansi a macchia di leopardo impadronendosi della città. Per questo ieri ho voluto dare un’occhiata a uno degli ultimi nati, San Gregorio Docet, zona storica di Milano che parla il linguaggio del tessile. E così tra showroom, temporary e opifici scopro Wallpaper Arcade l’area allestita da Wallpaper Magazine. Vari allestimenti per varie provenienze. Parola d’ordine? Handmade! A Wallpaper Handamade si parla di arredo, cibo e musica e si può trovare una selezione di brand e designer internazionali che presentano complementi e oggetti d’arredo rigorosamente realizzati con tecniche artigianali e la sapienza del fare manuale.

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Celebration! nel vicino spazio scopro un vero tributo alla collaborazione tra Emeco, Jasper Morrison per il lancio di Alfi, collezione di sedute destinata a diventare in breve tempo icona del design internazionale. Entriamo e veniamo accolti da un giovane fornaio che sta preparando il pane sotto una parete che grida “Eat me!“, non dimentichiamo che questo è l’anno dedicato al food e le sedie in esposizione sono ideali per sedersi a tavola. All’interno un’atmosfera tipica dei laboratori artigianali che lascia davvero stupiti. Alfi esprime l’assoluta semplicità progettuale, connotato che da sempre distingue il designer. Solo materiali riciclati per una linea di sedie e sgabelli a schienale alto o basso disponibili in una tavolozza di colori che ripropongono le sfumature della terra e anche un’edizione speciale realizzata per l’occasione in legno e alluminio.

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Andiamo a Dubai? Certo usciamo da Emeco e raggiungiamo il vicino Dubai Design District dove il design locale fa il suo ingresso nel mercato globale. Khalid Shafar, Fadi Sarieddine, Latifa Saeed i nomi da scoprire in questa rassegna. Shafar espone le sue 2:4 chairs seduta singola abbinata a divanetto. Si ispira al colore della sabbia della sua terra creando pattern e accesi contrasti. Sarieddine invece presenta Rise to the occasion bar che racchiude tutta l’esperienza progettuale dell’artista. La collezione è composta da oggetti modulari costruiti intorno a un telaio metallico. La grande funzionalità rende questo complemento adatto a angoli domestici e spazi pubblici. Saeed completa l’esposizione con la poltrona lounge Braided abbinata a un comodo puof per un totale relax.

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Nella Wallpaper Arcade troviamo anche Gufram che presenta complementi pop rivisitati grazie alla sperimentazione sul poliuretano. Mozza è una linea di morbide e coloratissime sedute tra poltrona e pouf disegnate nel 1968 da Giuseppe Raimondi. Sempre dallo stesso, la chaise longue Alvar è la rilettura contemporanea di un progetto del 1967.

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Mi sposto verso San Babila Design Quarter perchè non voglio perdermi l’edizione milanese di Designjunction, allestita alla Casa dell’Opera Nazionale balilla. The Green Room è la sezione che più mi colpisce. Organizzata dal Consolato Generale Britannico di Milano per promuovere ogni tipo di attività produttiva presenta una selezione di designer e complementi realizzati con materiali naturali, di riciclo in pieno rispetto dell’ambiente. La Gran Bretagna è indiscutibilmente uno dei primi paesi al mondo ad aver capito la necessità di salvaguardare il patrimonio naturale del pianeta. Qui in uno spazio stile living si possono trovare lampade, mobili, accessori, complementi e oggetti accomunati da creatività e tecnologia che si conciliano con ecosostenibilità.

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Ok è tempo di lasciare San Babila Design Quarter alla volta delle 5 Vie. Qui una grandissima sorpresa, quello che l’anno scorso è nato un po’ in sordina, si afferma quest’anno in grande espansione per accogliere tra cortili nascosti e dimore storiche nuovi concept e nuovi progetti. Un sistema di strade che si intrecciano piene zeppe di esposizioni e installazioni. Conviene dotarsi di mappa altrimenti parecchie cose potrebbero sfuggire. Non so davvero da dove partire, inizio con loro. Tre Brand per tre designer autoprodotti che alla faccia dei luoghi comuni, si uniscono per essere più forti e chiamano il loro spazio proprio così: Luogo Comune. All’interno di questa location Tommaso Fantoni porta la sua Modular Tube Lamp gialla come la luce del sole e la libreria modulare da parete in legno e ferro. Mario Milana allestisce il salotto con Fairplay Sofa un divano davvero geniale, pieno di braccioli. Puoi sederti ovunque e ovunque avrai i tuoi due braccioli. A questo aggiunge Spino appendiabiti con porta libri e riviste e le sedie mm3 com schienale regolabile comode e colorate. Picta Wallpapers riveste l’ambiente con Shadows, ambientazioni naturali da parete.

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Devo decidermi a concludere questo post e mi trovo in difficoltà scelgo quindi un progetto molto interessante. Un’operazione complicata mi racconta la curatrice di questa mostra, Laura Agnoletto, ma il risultato è davvero sorprendente. Misiad presenta MAD2015 e designOFFsite2015. L’iniziativa è ospitata nelle sale della Società d’incoraggiamento d’Arti e Mestieri e già si respira la storia. Il tema di MAD è Trans-Loco. Tre designer e tre artisti hanno lavorato in coppia per dar forma a una  riflessione su ciò che va portato con se e su ciò che va dimenticato. DesignOFFsite trova spazio nella suggestiva Galleria dei benefattori, uno spazio solitamente offlimit che per l’occasione spalanca i battenti per un’esposizione dal forte sapore culturale con oggetti e creazioni di oltre 40 designer tra i quali, Felipe Cardena, Giorgio Caporaso e Fabio Rortella.

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Ok con questo spero di avervi convinto ad uscire di casa durante questo week end per non perdervi ambientazioni suggestive, angoli di città nascosti e tante novità. Bene, il mio girovagar si conclude oggi, domani un post dove cercherò di raccontare tutto quello che non sono riuscito a far star dentro a questi post dedicati al Fuorisalone. Funk Design And The Districts vi aspetta.

 

Riccardo Chiozzotto

Riccardo Chiozzotto

Ha un curriculum definito nel gergo dei cacciatori di teste ”nervoso”, questo solitamente indica un percorso di varie esperienze diverse tra loro. Teme infatti di essere sopraffatto dalla noia e così preferisce aprire continuamente nuove finestre sui micro mondi che riempiono il cosmo della comunicazione. Forse per questo, al di la di qualsiasi tag, preferisce definirsi comunicatore. Di fatto nasce pr, diventa giornalista e poi casca nella rete e si dedica a nuove strategie per i media digitali. Come giornalista scrive delle sue passioni per raccontare storie. E ora che strizza l’occhio al blogging, cura la sua rubrica settimanale Funk Design su Momastyle.com.